L'angolo dì Priore


Pubblicato il 29-08-2017

Carissimi, lunedì 2 ottobre alle 21 vi invito a stringervi intorno al nostro Vescovo e a me per l’atto canonico della “presa di possesso” come nuovo parroco di Legnaia. L’espressione proviene dal linguaggio giuridico ed è idealmente legata all’ingresso del parroco nella Chiesa che gli è stata affidata da Dio per volontà del Vescovo. Per me più che una “presa di possesso” è un “lasciarsi prendere” in carico dal popolo di Dio che abita in Legnaia e da tutte quelle persone che hanno scelto la parrocchia di sant’Angelo per un cammino comune di fede.
Ed è proprio in questa ottica che voglio vivere questo atto amministrativo, perché diventi, soprattutto, un fatto spirituale. Durante il rito dovrò fare alcuni giuramenti, ripetere le promesse sacerdotali, ed apporre delle
firme sulle responsabilità civili e penali del mio essere parroco. Ma al di là di tutto, per me risuoneranno altre parole che, quella sera, non sentirete pronunciare se non nel mio cuore:
“Io accolgo te parrocchia di Legnaia come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre,  nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutta la vita”. Accolgo perché la parrocchia è un dono, non un feudo e neanche un oggetto. E’ una comunità da amare. Prometto di esserti fedele sempre! E’ una parola delicata ed intima che sfida il tempo e parla di un amore che profuma di Cristo.
Per questo vi invito ad essere presenti o, almeno, a pregare con intensità per me ( è il motivo per cui vi scrivo così in anticipo e alla ripresa delle attività) perché sia uno sposo vero di questa parte di umanità che vive a Legnaia.

Don Giancarlo, tra un mese, vostro parroco ufficiale