1. La via Pisana tra il porto fluviale di Verzaia ed il Pian di Legnaia

1.1. La via per Pisa ad Occidente di 'Florentia'

L’area di pianura, all’interno del territorio sudoccidentale fiorentino, è attraversata dall’antichissimo tracciato della via Pisana, con i suoi borghi lungo-strada, originariamente caratterizzati, in prevalenza, da case a schiera con botteghe al pianterreno.

Tale arteria, di origine etrusca (porzione di un antichissimo percorso collegante Pisa sul Tirreno con Spina sull'Adriatico), costituì un asse fondamentale per la posteriore colonizzazione e centuriazione della zona in età romana, ancor prima della fondazione di Florentia. È ipoteticamente possibile – sebbene non vi siano prove documentarie in merito – che il tracciato di questa strada non seguisse l’amplia flessione verso Sudovest che tuttora la caratterizza nel tratto compreso tra Monticelli e Lastra a Signa, ma fosse maggiormente spostata verso Settentrione (quindi in un’area più prossima alla sponda sinistra dell’Arno). In tal caso avrebbe seguito un percorso sostanzialmente rettilineo, almeno nel tratto orientale fino all’attuale zona delle Torri a Cintoia e all'attraversamento della Greve, per poi flettere verso Sudovest, in direzione appunto di Lastra a Signa, passando dalle aree immediatamente a Settentrione dell'odierno Ponte a Greve, dove attualmente sorge il moderno edificio del Centro Commerciale Coop. In corrispondenza di tale struttura sono tornati alla luce, infatti, i resti di una necropoli ad incinerazione e ad inumazione, che fu attiva tra il I secolo a. C. ed il V d. C. e che si doveva verosimilmente sviluppare in aderenza ad un tracciato viario di una qualche importanza. Anche se di questo presunto tracciato più settentrionale, come si è detto, non vi è nessuna prova oggettiva, né tantomeno un inoppugnabile ritrovamento archeologico che lo comprovi (durante i lavori di restauro alla villa delle Torri Capponi-Vogel, ad esempio, non sono tornati alla luce elementi architettonici anteriori al XIII secolo [1] ), questa ipotesi sarebbe potuta essere plausibile in età romana in quanto è verosimile che in tale epoca, come già sosteneva Mario Lopes Pegna nel 1974 [2] , sia stata realizzata tutta una serie di canali di drenaggio, resi indispensabili dalla forte tendenza all’impaludamento di questi terreni presso il fiume, soggetti a inondazioni, costituendo essi il naturale bacino di espansione dell’alveo fluviale. Del resto, i Romani erano notoriamente esperti in tali opere idrauliche. L’ampia e fertile pianura sudoccidentale (regio dexstrata citrata) fu oggetto di una rigorosa centuriazione che ancor oggi è documentata dalla maglia di strade tra loro perpendicolari già delimitanti le centuriae e da vari toponimi, come Cintoia stessa (centuria). Luogo di intensa attività agricola – in particolar modo cerealicola – e di commercio, la zona vide il sorgere di ben organizzati praedia rustica, cioè fondi poderali con fattorie.

Solamente in seguito, con l'abbandono della manutenzione idrica ed il conseguente nuovo impaludamento in età tardo-antica e soprattutto altomedievale, certamente presente oramai nel V secolo d. C., i terreni furono nuovamente soggetti a inondazioni e la via per Pisa - o quel che ne restava - passava sicuramente lungo il tracciato odierno, perimetrando le zone maggiormente paludose ad Ovest del porto d'Arno a Verzaia, nelle quali andò a trovarsi comunque anche il portus stesso, di cui riparleremo nei paragrafi seguenti. Ma anche la strada per Pisa andò ben presto in rovina e non fu più carrareccia (cioè percorribile regolarmente da carri) tra il IV ed il V secolo.

1.2. I borghi lungo la strada consolare romana lungo l'Arno, tra orti, colline e boschi: 'vicus in Viridariis ad primum lapidem', 'vicus ad Monticellos ad secundum', 'vicus in Lignaria ad tertium'

1.3. L'ipotetico 'portus florentinus occidentalis in Viridariis'

1.4. La zona lungo la Pisana nell'Alto Medioevo: incrocio di genti e di merci. I Conti Cadolingi e i visconti Nerli (secoli X-XII)

1.5. Il "portus Arni ad Monticellum": uno scalo fluviale medioevale mai esistito

1.6. L'occupazione guelfa e le difese in funzione antighibellina. Gli 'spedali' (secoli XIII-XIV)

1.7. La bonifica della piana alluvionale. L'Isola di Legnaia (secoli XVI-XVII)

2. Il borgo di Legnaia e la chiesa di Sant'Angelo nel Medioevo (secoli X-XIV)

2.1. Il "burgus de Lignaria" e la sua Rocca. Le case a schiera degli ordini religiosi (secoli X-XIV)

2.2. L'ipotetica "ecclesia Sancti Salvatoris et Sancti Michaelis Archangeli de Lignaria" all'ombra dei Cadolingi (secoli X-XII)

2.3. La chiesa 'storica' di Sant'Angelo in età romanica (secoli XIII-XIV)

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