Alcuni di voi mi hanno domandato come mai abbiamo appeso dei particolari manifesti agli ingressi della chiesa. Essi rappresentano, in forma sintetica, il programma che come Parrocchia vogliamo seguire nei prossimi tre anni. Quest’anno seguiremo il tema dell’umiltà. Come dice papa Francesco: “ Il primo sentimento è l'umiltà.  «Ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a sé stesso» (Fil 2,3), dice san Paolo ai Filippesi. Più avanti l’Apostolo parla del fatto che Gesù non considera un  «privilegio» l’essere come Dio (Fil 2,6). Qui c’è un messaggio preciso. L’ossessione di preservare la propria gloria, la propria “dignità”, la propria influenza non deve far parte dei nostri sentimenti. Dobbiamo perseguire la gloria di Dio, e questa non coincide con la nostra. La gloria di Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta di Betlemme o nel disonore della croce di Cristo ci sorprende sempre.”
In un mondo dove tutti vogliono prevalere, dominare, farsi notare, l’umiltà ci aiuterà a fare spazio agli altri. A fare attenzione a Cristo che ancora oggi domanda umilmente accoglienza ed attenzione, soprattutto nei più piccoli e poveri. A raggiungere una stupenda libertà. Cosa ci ha detto Gesù nel suo Natale? Ci risponde il grande sant’Agostino: “
Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà. É stato l'orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.”

E noi, che abbiamo come patrono un santo Angelo...dovremmo essere degli esperti!

Don Giancarlo, che vi augura un anno attraversato dalle sorprese di Dio

24-04-2018 Liturgia della settimana

Servizio offerto da: La Liturgia della Settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)
At 11, 19-26; Sal.86; Gv 10, 22-30. ||| Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Santi del Giorno

San Fedele da Sigmaringen Sacerdote e Martire

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